Mercoledi 11 giugno 2008 alle 18:05 ora italiana e’ stato lanciato con successo dalla base NASA di Cape Canaveral, in Florida, a bordo di un lanciatore della classe Delta II il Gamma-ray Large Area Space Telescope (GLAST), un osservatorio spaziale per lo studio dell’Universo nella componente dello spettro elettromagnetico di più alta energia: la radiazione gamma.

L'osservatorio si e' separato dal veicolo di lancio alle 19:20 ed il dispiegamento dei pannelli solari e' avvenuto 12 minuti dopo la separazione. GLAST si è disposto su un'orbita circolare a 565 km di altezza con una inclinazione di 25.5 gradi.

La telemetria e' stata acquisita gia' 10 minuti dopo il lift-off attraverso la rete di satelliti TDRSS.

Per i prossimi 10 giorni verranno effettuati controlli e acquisiti dati del satellite quindi si passera' all'accensione del telescopio LAT e del GBM.

Una prima mappa del cielo gamma si prevede entro le due settimane successive all’accensione del telescopio.

GLAST è un satellite Nasa realizzato da una  collaborazione internazionale tra Istituti di Ricerca ed Università in Italia, Francia, Germania, Svezia, Giappone e Stati Uniti.

All’interno della collaborazione internazionale l’Italia ricopre un ruolo di importanza primaria e di grande responsabilità. L’attività cruciale della componente italiana è stata la progettazione, costruzione e test dello strumento principale del Telescopio orbitale, il tracciatore al silicio, e  lo sviluppo del software di simulazione e di analisi. Questo  rivelatore, composto di 16 "torri" identiche che alternano strati di tungsteno a strati di silicio, è stato progettato e assemblato nei laboratori dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare grazie a una stretta collaborazione tra astrofisici e fisici delle particelle che da anni consente la realizzazione di rivelatori gamma sempre più sensibili. A questo grandioso sforzo hanno contribuito le sezioni INFN di Perugia, Trieste,Udine, Roma2, Bari, Padova e Pisa.

Piu' di 50 fra Fisici ed Ingegneri dell'INFN hanno lavorato gomito a gomito con un impegno strenuo e straordinario durato oltre tre anni.  Il gruppo italiano guidato da Ronaldo Bellazzini dell’INFN di Pisa, sarà inoltre determinante nella preparazione allo sfruttamento scientifico della missione e alla gestione dell’osservatorio e delle sue strategie osservative.

GLAST vedrà parti dello spettro elettromagnetico ancora inesplorate (tra i 10 e i 100 GeV) e sarà 30 volte più sensibile dei dispositivi che lo hanno preceduto

Oggi sappiamo che l’Universo è sede di numerosi fenomeni di straordinaria bellezza, alcuni dei quali possono originare quantità inimmaginabili di energia. Buchi neri supermassivi, resti di supernovae, stelle di neutroni..sono solo alcune delle sorgenti che generano raggi gamma. Da cosa è prodotta tutta questa energia e cosa accade nelle regioni che circondano la zona di emissione sono tra le domande più importanti a cui GLAST cercherà di dare una risposta.

 

G.Spandre – INFN Pisa

12 Giugno 2008

 

GLAST nel suo "bozzolo" in attesa del lancio

 

 

 

 

Lift-off...